Cronografo ITA48 NERO, ITA48/2 SABBIA
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Sport estremi respirando la natura
Massimo, 5 Marzo 1973
Forse le scelte cruciali della nostra vita le abbiamo già dentro, dalla nascita o da prima; da sempre imprigionate nella testa o nel cuore. Crescono, dilatandosi o ritraendosi, ruotano frenetiche, ma acquisiscono un senso vero, concreto, solo quando le mettiamo in atto.
Per Massimo forse il principio è stato nel 1993 quando, con uno zaino e un paio di stivali, ha lasciato tutto, è partito.
Sono quei “salti” a cui molti nella vita hanno pensato almeno una volta; quello che però rende liberi è farlo.
Trenta mesi a confrontarsi con la vita, in autosufficienza, pensando da soli a se stessi, a vent’anni, lontano da casa. Sono esperienze che aiutano, che danno molto al nostro spirito, ma la materia rimane lì, concretamente presente; bisogna lavorare, guadagnare, vivere, ma si trovano anche grandi spazi per meditare, scrivere, osservare. Sino al punto in cui ci si rende conto che è finito un ciclo. Fatto!..bisogna tornare, ma si torna diversi; certo l'essenza rimane la stessa, ma si è svegliata e arricchita di nuovi sapori, esperienze che fanno dell’Io qualcosa di diverso. Non saremo più uguali a quando siamo partiti.
Nel frattempo il servizio militare, artiglieria, come il sigillo di una nuova maturità ma, dopo gli anni di adolescenza in collegio, la disciplina e il mettersi in fila hanno un chè di familiare, così come i volti dei tanti compagni di viaggio.
Poi Massimo torna là da dove è partito ed apre un’ attività in proprio, a contatto con il pubblico: una libreria. Il sogno di sempre era scrivere libri, ma intanto la scommessa diventa venderli… La vita prende un'altra direzione, forse più “normale”, serena; ma una sera mentre guida un colpo di sonno lo sorprende. Il risveglio è in un fosso, la gravità nella macchina è cambiata, non sente più il sedile, è schiacciato sulla portiera. Capisce che l’auto si è ribaltata.
All'ospedale dicono subito che sta bene, ma non parla, non parla più! Dicono che è stato lo shock, ma una cosa è dirlo, altro è viverlo. Torna alla sua attività, ma non può parlare, i clienti arrivano e lui non sapendo come fare, nei momenti di emergenza scrive biglietti. L'importanza delle cose la si comprende appieno solo quando ci vengono improvvisamente a mancare. Massimo è ottimista, pensa che in fondo, vista la dinamica dell’incidente, gli è andata bene, nulla di rotto...ma come comunicare?!
Deve rilassarsi, scaricare i nervi; passa due ore al giorno in palestra, dove ritrova il suo maestro di karate, quello che negli anni lo aveva preparato fino alla “blu”. Ora non parla, ma riprende ad allenarsi, con la mente e con il corpo, e sente che questo gli fa bene; diventerà cintura nera.
Tutto iniziò con un attacco di sonno, tutto finirà al risveglio: dopo oltre un mese di silenzi esteriori, alle quattro del mattino Massimo si sveglia...e parla! Nessuno sa perchè, nemmeno lui.
Così si ricomincia!..uno zaino stracolmo, un amico affiatato e il richiamo di nuovi spazi da scoprire: è il 1999 e c’è un’eclissi totale di sole, in Romania. Prendono un treno di sera…Venezia, Vienna, Budapest, Timisoara…e la vita irrompe di nuovo attraverso orizzonti sconosciuti e quel po’ di inglese scolastico che regala preziosi incontri. Transilvania! Il sole scompare per quattro minuti; loro ripartono in fretta, direzione Albania e poi Grecia, dove una barca di amici li aspetta per girare le Cicladi…ma è agosto e stavolta è solo vacanza. Alla fine, come sempre, si torna.
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Massimo ha sempre praticato atletica, karate, kickboxing, yoga; ha un fisico asciutto ed è sempre abbronzato, adora ogni attività all'aria aperta, ama respirare la natura. Così nel 2000, un pomeriggio di agosto, decide di fare una nuova esperienza: una camminata in montagna. Un amico propone di raggiungere a piedi il rifugio più alto d'Europa, la capanna Margherita (4.559m s.l.m). L’ attrezzatura gli viene prestata…ma chissà come usarla! Piccozza, ramponi, imbrago, corda…andranno bene gli anfibi?! Di sicuro ci vorranno le gambe! La salita dura due giorni, con una notte in un rifugio intermedio; il mese è agosto, ma sul Monterosa l'aria sembra avere gli spilli, soprattutto se di notte hai bisogno del cesso che si trova all’esterno, ma sei a quota 3.600m e tra il sonno e la veglia assapori l’assoluta “immobilità” di quel luogo carico di una concretezza spietata.
Sveglia alle tre, qualcuno sta male, ma molti sono già partiti verso la vetta, 1.000 metri più su. Si sale con ritmo, ma l'aria è sempre più inconsistente. Là in alto l’alba arriva prestissimo, mentre in fondo alla valle una cappa livida e pesante contrasta coi ghiacci rosati e aumenta il senso di asfissia e inquietudine, poiché dietro quel sipario malsano laggiù, ci sono le nostre case, le vite di tutti noi…
Sono passati più di duecento anni da quando qualcuno ha iniziato a lasciare un’impronta su questi ghiacciai, ma ora Massimo rivive la stessa emozione di un’ esperienza unica, che si comprende appieno solo una volta raggiunta la vetta.
Il rifugio Margherita è particolare: se ti affacci al ballatoio esterno e guardi a est non si vedono altre montagne davanti, ma una spianata infinita; il senso di altezza è ancora maggiore, il contrasto con la valle impressionante, come essere su un altro piano dell’universo a parlare con gli angeli.
Anche questa esperienza segnerà il futuro di Massimo che da sempre è stato uno sportivo, da sempre ha adorato respirare la natura; è per questo che nella montagna troverà la sua grande passione.
Nel 2003 conosce Simona, sua attuale compagna; anche con lei le “avventure” in montagna continuano e nel 2005 vorrebbe iscriversi ad un corso di alpinismo, ma non essendo questo disponibile, si iscriverà a roccia; alpinismo lo farà l'anno seguente. I nuovi traguardi in programma sono molti, tra cui impegnarsi come istruttore volontario di alpinismo e arrampicata all’interno del Club Alpino Italiano. Decide quindi di crearsi un’ attività più vicina al suo modo di essere e grazie all’ importante esperienza sul campo e conoscenza delle attrezzature, apre un’ attività di e-commerce in cui vendere articoli sportivi delle marche più prestigiose, unendo l'utile al dilettevole.
Un'altra passione di Massimo è la moto, il senso di libertà e spazio che tutti i motociclisti apprezzano, unita agli odori… chi non è mai stato motociclista forse non può capirlo, ma quando si guida, sopratutto in campagna, in montagna e ancora di più nelle sere d'estate, sono gli odori della natura, che entrano nel casco enfatizzati, concentrati.
La sua è una moto potente, ma basta non esagerare e si va sicuri, o almeno così direbbe il buon senso; almeno sino a quando non incontra la sorte. La trova sulla sua strada un pomeriggio d’autunno nell’ottobre 2006, precisamente venerdì 13 alle 13,00..magari gli appassionati di kabbala daranno un significato diverso, per Massimo è solo sfiga…o destino. Una donna gli taglia la strada con l’ auto e la Yamaha, impotente, gli si stampa contro come un francobollo. Lui vola via, due capriole per aria, asfalto-cielo-asfalto-cielo…un istante interminabile, poi il mondo si ferma; atterra di schiena qualche metro più in là; muove le gambe, il collo, la spina dorsale; stavolta è andata di lusso! Gli tolgono il casco e il giubbotto, un tizio dice di essere medico, come nei film!! Massimo è seduto sulla strada, appoggiato al guardrail; sfila i guanti per cercare il telefono in tasca, ma le mani hanno qualcosa di strano; avvisa subito la sua compagna che lo aspetta già a Genova…eh sì, perché due ore più tardi bisognava partire, in Sardegna per due settimane con un viaggio regalo…pazienza!
I medici ci vanno pesante, fratture alle mani, un tendine, interventi chirurgici, una vite nel polso ed un filo di ferro nella mano sinistra; divieto assoluto riguardo alla roccia, alpinismo, karate, moto, pesi....per sempre!
E’ importante riflettere su come sia strana la vita: Massimo aveva un’ attività in proprio a contatto con i clienti ed ha perso la voce; ha cambiato lavoro ed ha un suo e-commerce, passa ore alla tastiera, fa sport come roccia, alpinismo, dove le mani sono la parte del corpo più importante, e vengono compromesse.
Passa due mesi col gesso su entrambe le braccia e diventano imprese quei piccoli gesti che ogni giorno eseguiamo meccanici, poi altri tre mesi di riabilitazione. A gennaio 2007 compra un'altra moto (boia chi molla!); in primavera, con un tutore sulla mano, ricomincia le scalate su roccia, ma con molta accortezza.
Massimo sa che deve andarci cauto; in questa nuova condizione saranno di grande importanza la corretta valutazione dei limiti e la costante osservazione di se stesso, corpo e mente. Saranno più che mai utili i dodici anni di yoga e meditazione, la disciplina delle arti marziali nonché le esperienze vissute in montagna. Sempre più deve trovare ogni volta un maggiore equilibrio tra mente, corpo e ambiente circostante, in ogni scelta e azione non può sbagliare e questo lo migliorerà ulteriormente. Con grande entusiasmo continua a prestare il suo contributo come istruttore di roccia, alpinismo e cascate di ghiaccio; ama trasmettere passione e rispetto per la montagna e per la vita, senza mai tralasciare l’aspetto della sicurezza, che si ottiene solo attraverso lo studio, le tecniche, l'esperienza.
Il suo prossimo obiettivo già in cantiere sarà la qualifica di Istruttore Regionale di Arrampicata Libera…