Cronografo ITA48 NERO, ITA48/2 SABBIA
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Comandante Giulio Francillotti
Un "Caldo" giorno autunnale..
Dopo 30 anni trascorsi in Aeronautica Militare, avevo deciso di cambiar vita! Non è facile dopo aver indossato la divisa azzurra per così tanto tempo chiudere un importante capitolo della mia vita e aprirne un altro. Mi son sempre chiesto in quanti avrebbero avuto il "coraggio" di farlo. Penso proprio in pochi. Ma ricominciare tutto o quasi dall'inizio per me , per il mio carattere sempre alla ricerca di nuove emozioni contava poco.Sono convinto che un essere umano da il meglio di se quando crede fermamente in quello che fa ed ha ancora entusiasmo per il suo lavoro.
Comandante Giulio Francillotti
40 anni tra le piste e i cieli del mondo...
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Io, dopo tanti anni in A.M., ero ridotto grazie all'ottusaggine di parte dei vertici di Forza Armata ad occupare una posizione che proprio non mi competeva.Purtroppo non avevo il "giusto cavallo" per farmi trainare e quindi dovevo accontentarmi delle "briciole" di un pasto di cui avrei avuto il diritto di pretendere un pezzo importante della "torta". Ma , non ho mai avuto "Santi in Paradiso" e le mie "maniglie" erano del tipo che quando le "tiravi" veniva giù l'acqua del WC.!!Questi atteggiamenti dei nostri "Capi" che spesso favorivano chi non meritava a scapito di altri più meritevoli insieme al fatto di spedire dietro a una scrivania dello Stato Maggiore e quindi dar addio al volo ai Piloti provenienti dai corsi Normali dell'Accademia come nel mio caso,dopo aver espletato il comando di Gruppo ovvero appena poco più che trentenni,portarono come conseguenza a un "esodo" dei migliori piloti dall'AM verso l'Aeronautica Civile. Io ero riuscito in qualche modo a "driblare" l'odiata scrivania dello Stato Maggiore e rimanere in un ambiente operativo per un tempo maggiore, finchè non giunse anche per me il momento di appendere il casco al chiodo.A questo punto decisi di "cambiar pelle" pur di volare.
Una brillante Compagnia Aerea stava incrementando la sua attività iniziando dei voli di collegamento nazionali.Dopo un breve colloquio di assunzione con i suoi vertici, mi ritrovai nel Gennaio del 1999, in Giordania a seguire il corso di addestramento sull'aeromobile Aibus A-320. A Giugno dello stesso anno, non senza problemi riuscii a congedarmi dalla mia amata A.M..
Dopo pochi mesi trascorsi come "pilota civile", mi resi conto della grande differenza tra l'A.M. e le aerolinee. Lo spirito di Corpo, l'entusiasmo di appartenere a un Gruppo Operativo, la solidarietà dei colleghi, il Circolo Ufficiali in cui trascorrere momenti di pura e sana amicizia erano solo un vago ricordo.Ero diventato un "triletterale" e basta.I tuoi problemi o interessi interessavano poco o niente.Dovevi solo tirare la "carretta" e basta.Più voli e più ti pago e non discutere troppo.Questa è la regola.
Comunque la decisione era presa . Il fatto di poter ancora volare, mi ripagavano di tutte le amarezze che provavo.Ma veniamo a quel "caldo" giorno autunnale: 9 Ottobre 1999
Quella mattina ero schedulato per il volo PE 606, Malpensa-Catania e ritorno.Il velivolo, un Airbus A-320, era praticamente completo con una folta presenza di passeggeri tedeschi che si recavano in vacanza in Sicilia.
Io, Primo Ufficiale, ero ai comandi del velivolo nella tratta di andata, mentre il Comandante avrebbe "volato" la tratta di rientro.
La fase pre-volo si era svolta regolarmente così pure la "messa in moto" e il rullaggio.Il meteo era buono, solo la presenza di una densa foschia riduceva la visibilità a circa 3 chilometri.
Ricevuta la "clearance" e l'autorizzazione al decollo iniziavamo il nostro volo.Appena decollato e chiamato il "carrello UP", raggiunto la quota di circa 500 metri, riducevo le manette della potenza dei motori al valore previsto per la salita.
A questo punto udimmo un forte "bang" simile a un petardo esploso vicino alla cabina.. Pensai subito a un impatto con un grosso volatile,e, subito dopo, invece,a un pezzo del velivolo staccato o qualcosa del genere. Nel frattempo, gli strumenti di bordo mi riportavano alla dura realtà:il motore di sinistra era esploso.!!
Istintivamente portavo la manetta del motore di sinistra nel regime di minima potenza e quindi nella posizione "OFF":Il tutto , in pochi secondi e senza rispettare le regole che mi avrebbero, invece, portato a chiedere al Comandante la lettura della CheckList relativa a quel tipo di emergenza e procedere "voce per voce" a fare ciò che invece avevo già messo in atto in pochi secondi!! Purtroppo l'abitudine di aver volato per anni da solo, aveva preso il sopravvento sulla più elementare norma di "Crew Coordination". Il Comandante mi guardava,a dir poco inferocito per ciò che avevo fatto, anche se per fortuna avevo agito sul motore giusto.. Immagginate se ,per sbaglio, avessi spento il motore sano, cosa già capitata in una Compagnia inglese con la conseguente tragica perdita del velivolo e di tutti i passeggeri e equipaggio ...!!
Riavutomi dal momento di follia e con la faccia più tosta che potevo mostrare ,facendo finta di niente, chiamai la CkList relativa all'emergenza che stavamo affrontando.Le voci, scandite con calma, mi confermarono che avevo agito con incosciente impeto ma correttamente. L'aeromobile,intanto, nonostante la perdità di metà della sua potenza continuava a volare con il solo motore rimasto senza grossi problemi.Anche i passeggeri e le assistenti di volo erano tutto sommato abbastanza tranquilli. Valutata la situazione, comunicavamo alla Torre di Controllo di Malpensa di voler rientrare per problemi tecnici.Il Comandante mi chiedeva di rimanere ai comandi dell'aeromobile e, intanto si metteva in contatto con la Compagnia per spiegare l'accaduto.Undici minuti dopo il decollo atterravo sulla pista 35L di Malpensa. Dopo l'atterraggio sentivo distintamente il rumoroso applauso dei passeggeri con cui finalmente si scrollavano dalla tensione accumulata.
Raggiunto il parcheggio e sbarcati i pax, uscivo fuori per controllare cosa fosse successo.Il motore sinistro era distrutto e rimaneva dello stesso solo parte della struttura esterna. Nell'indagine tecnica successiva all'evento, veniva stabilito come causa dell'esplosione, il distacco netto di una paletta di uno stadio del compressore, che di conseguenza aveva portato alla distruzione totale del motore stesso.
Poco dopo ci giunse la telefonata del nostro Direttore Operazioni Volo che, ci chiedeva se eravamo disposti ad attendere un velivolo di riserva e completare il volo o preferivamo essere sostituiti.La risposta ovvia fu quella di rimanere in attesa del velivolo e portare a termine il trasferimento.Si sa tra i piloti la regola "chiodo scaccia chiodo" è quasi una norma.Così tre ore dopo decollavamo per Catania.Praticamente tutti i pax erano presenti e solo pochissimi avevano preferito rinunciare e di ciò eravamo contenti poichè avevamo conquistato la loro fiducia dopo ciò che era successo.
Quando, a sera inoltrata tornai a casa, trovai mia moglie che, con il nostro fedele cane mi aspettava.Il figlio invece era già a letto.Mi parlò di aver sentito in TV che un imprecisato velivolo aveva avuto problemi in decollo da Malpensa. Gli risposi che quelle cose, a me, non potevano accadere......
Un caro saluto.
Giulio Francillotti